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Diritto e Fisco

Cartelle esattoriali da padre a figlio, stangata Agenzia Entrate: lo scenario cambia

Cosa accade per la cartella esattoriale di un defunto, le responsabilità egli eredi verso l’Agenzia delle Entrate.

Se si pensa all’eredità, nella maggior parte dei casi la mente va ai beni del defunto e alla successione degli stessi. Eppure non sempre l’eredità corrisponde a patrimoni o non solo. Gli eredi infatti possono trovarsi a gestire anche i debiti della persona scomparsa. La faccenda è attentamente precisata dalla normativa in vigore, perché si tratta di una situazione tutt’altro che rara.

Eredità debiti, gli obbligji verso l’Agenzia delle Entrate – giurisprudenzaunisannio.it

Anzi capita spesso, soprattutto per i debiti accumulati nei confronti dello Stato. Purtroppo le cartelle esattoriali passano anche di padre in figlio e la stessa Agenzia delle Entrate provvede a comunicare le cartelle, entro un anno dalla morte, all’ultimo domicilio del defunto, indirizzate collettivamente a tutti gli eredi. Dopo un anno invece, la notifica va inviata singolarmente agli eredi.

Cartelle esattoriali, come comportarsi per i debiti che si ereditano

Prima osservazione importante, con la notifica gli eredi sono informati della posizione debitoria del defunto, ma non c’è nessun obbligo al pagamento, almeno finché non accettano l’eredità. Importante ricordare che la presentazione della dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate non significa accettazione dell’eredità.

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Il trasferimento del debito del defunto avviene solo nel momento in cui gli eredi accettano, in forma tacita o formale, l’eredità. Il ritiro delle raccomandate del defunto o la dichiarazione di successione non implicano ancora l’accettazione. Inoltre va ricordato che non tutte le cartelle esattoriali passano agli eredi. Infatti quelle inerenti multe stradali, sanzioni amministrative o penali sono di natura strettamente personale.

Questo vale anche per le sanzioni relative a un’imposta non versata. L’erede è tenuto a pagare il capitale corrispondente al tributo non versato, ma non la sanzione comminata al contribuente defunto. Per ovviare al problema occorre richiedere uno sgravio con un’istanza ad Agenzia delle Entrate e ad Agenzia delle Entrate Riscossioni. Quindi per ricapitolare accettando l’eredità, l’erede si fa carico del patrimonio e dei debiti, compresi quelli con il Fisco.

E questi possono essere soddisfatti anche con i beni personali dell’erede, se l’eredità risulta insufficiente. Quindi come evitare questa situazione incresciosa? Prima opzione rinunciando all’eredità, entro 10 anni. In tal modo non solo si rinuncia agli eventuali beni del defunto, ma non si è responsabili delle pendenze della persona scomparsa in alcun modo.

Altra soluzione è la possibilità dell‘accettazione con beneficio d’inventario. In questo modo si accetta l’eredità, senza però rispondere dei debiti dello scomparso che vanno oltre il valore della quota ereditata. Praticamente, occorre fare un inventario di tutti i beni della persona scomparsa e gli eredi sono responsabili esclusivamente fino al valore di questo patrimonio.

Così facendo, gli eredi non sono obbligati a pagare la differenza con i loro beni personali, se i debiti eccedono il valore dell’eredità. Si tratta, come è chiaro, di una materia abbastanza complessa che merita una giusta attenzione e l’intervento di un consulente, soprattutto se non hanno conoscenze delle normative fiscali e amministrative.

Vincenzo Pugliano

Redattore e collaboratore di vari siti, mi occupo di temi connessi all'economia, alla cronaca, ai viaggi, ai diritti sociali fin dalla laurea in storia contemporanea. Nel settore editoriale ho collaborato con varie riviste e periodici come Suono, Lettera Internazionale e Giano con i ruoli di redattore, segretario di redazione e correttore di bozze. Anche la lunga esperienza nel settore dell'assistenza professionale per la disabilità visita, mi ha fornito strumenti utili per i temi dell'inclusione e dei diritti.

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